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Musica casino bud spencer

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Alle Ieri a Genova è ripartito il tour e il casino da Dio c'è stato! Questa sera si ricomincia a fare casino! Jump to. Sections of this page. Accessibility help. Info and ads. Log In. Forgotten account? Not Now. Visitor Posts. Fabrizio Tritapepe. Ultima data, ultimo viaggio. Noi a Raccontami di te! It looks like you may be having problems playing this video. If so, please try restarting your browser. Posted by Alessandro Pieravanti.

Alessandro Pieravanti was live. Poi, ho capito le varie accezioni studiandola e vivendola. Allora non era conosciuti, almeno in Italia. E lui era perfetto. Abbiamo cominciato e non abbiamo più smesso. È partita che io avevo le idee chiare su quello che volevo: Poi nel tempo abbiamo entrambi imposto le nostre visioni.

Io la penso in un modo e Cesare in un altro. Altrimenti avrei fatto la carriera solista. E semplicemente ci siamo organizzati in questo modo: È un rapporto mediato dalla nostra saggezza ride. Ma il bello dei rapporti è proprio questo: Anche a livello umano, non solo lavorativo. Condividere un progetto musicale con una persona che è stata una delle cose più belle che ho avuto nella vita è davvero importante per me. Ci sono poi tante sfumature. Diciamo che noi ci rapportiamo col nostro ego in maniera morbida. Si parla di piccole soddisfazioni, ma non è quella la cosa, né tanto meno far parte di un film per poter poi vantarsi di quella cosa e poter dire di essere stati dentro a un film.

È stato interessante far parte di un film di quel tipo, con quel tipo di artisti. È solo presa di coscienza che quello che fai è piaciuto a qualcuno e che quindi hai anche la responsabilità di farlo ancora meglio. Abbiamo questa responsabilità. A noi alla fine interessa la qualità della musica. Ma più che altro, sei soddisfatto di quello che fai perché quello che fai è curato in tutti gli aspetti. Rispetto agli altri, questo è un album che è venuto da sé. Non era preventivato. Venivamo fuori dal , da un tour di un miliardo di date e tantissimi viaggi. Esperienze belle, meno belle e tutta una serie di cose che tutti i gruppi vivono.

Io ho fatto un disco, Cesare ha lavorato con altri musicisti. Abbiamo cominciato a vederci e a registrare tutte le jam che facevamo per un anno e mezzo senza fermarci. Eravamo fomentati dalle cose che uscivano e dal fatto stesso che suonavamo. Non abbiamo fatto altro con piacere e passione che riascoltare le cose registrate, fermare quelle che ci piacevano e tentare di farle diventare sempre più simili a noi. Abbiamo messo insieme un certo quantitativo di musica, intorno alle 25 sessioni, e abbiamo provato anche a cantarle.

Io nel frattempo sono diventato amico di alcuni artisti di cui ero fan, come Umberto Maria Giardini e Davide Toffolo. Gli ho chiesto di darmi una mano a scrivere i testi. Loro mi hanno aiutato e alla fine ci siamo detti: La cosa bella e diversa è averlo fatto senza ripensamenti. Quando registri un disco in digitale, se sbagli puoi sempre rimediare. Quando registri su un nastro, lo rovini. Ti innervosisci perché il processo è più lungo. Alla fine siamo arrivati forti di una coscienza dei pezzi diverso rispetto ai lavori passati. È diretto, sereno. Non ammicca, non ha velleità. Basta a stesso. Dal vivo siamo in quattro. E infatti questi credo siano i live più curati che abbiamo fatto da quando esistiamo, quelli che ci hanno soddisfatto di più.

Noi stiamo più tranquilli, abbiamo una scaletta e facciamo quella. Se canti in italiano, hai più probabilità di essere capito di più in Italia. Agli italiani piace molto un certo tipo di musica. Più popolare, più melodica, più semplice. No, non credo proprio. In Italia se canti in inglese ti precludi tante cose. Questo è sicuro. Io per esempio ho avuto la fortuna di lavorare con The Niro , un cantante italiano che cantava in inglese. Se fossi stato madrelingua e non fossi stato ridicolo, avrei cantato in inglese. Ma ognuno ha il proprio posto. Se gli artisti africani cantassero in inglese la loro musica, non sarebbero presi sul serio.

Cantano nella loro lingua madre senza problemi. Musica e voce sono la stessa cosa. I Verdena cantano in italiano, ma hanno melodie vocali liquide che possono essere ascoltate ovunque e da chiunque, talmente è bello il suono. In Italia siamo molto legati ai cantautori e alla scrittura dei testi che abbiano un senso. Il senso è più importante della musica e della musicalità. È un limite tutto italiano. A noi interessa la comunicazione attraverso la musica. A noi interessa che quello che facciamo possa essere capito da tutti.

Questa è la premessa iniziale. Sicuramente un rapporto di gratitudine! Nel senso che da quelle parti va tutta la musica che ho ascoltato io e quindi trovo un sacco di cose interessanti che vengono da là. E questo già lo pensavo dieci anni fa. Noi siamo proprio cresciuti con quella musica. Siamo sempre stati vicini a quel movimento, sia per attitudine che per tematiche. E questi qua sono due concerti che sogno di vedere da tempo e che consiglio a tutti. Cambiano molte cose. E quindi bisogna strutturare tutto in un modo più morbido rispetto a quello che ho avuto come esempio. Con queste premesse, è una vita meravigliosa. Nel senso che avere come unico problema, oltre al pagare le bollette e tutti i cavoli di una vita normale, quello di dover scrivere una canzone, di dover avere la chitarra in mano tutto il giorno, diciamo che mi rende una persona abbastanza felice.

Non intendiamo la musica come successo o fallimento. A noi ce piace sonà. E fare cose di qualità. Il mondo ha preso una direzione. Il mondo e la società e gli esseri umani hanno preso un andazzo di un certo tipo che secondo me è bello. Se uno riesce a stare al passo con i tempi con queste cose, va bene secondo me. Il lavoro di un musicista non è solo suonare. Questo è fondamentale. Una persona deve fare musica con i tempi che vive. Noi pensiamo che un obbligo di un artista sia quello di vivere con i piedi ancorati per terra, ma con la testa in mezzo alle nuvole e farlo continuamente.

Vivere con la tecnologia, con le modalità di comunicazione diverse e modalità di fruizione diverse della musica è in un certo modo anche quello un avere una sensibilità artistica. Perché uno potrebbe puntare i piedi e dire: Fare musica significa anche essere aperti a parlare a tutti. Un artista oggi ha anche altre opportunità: Cambiano proprio i vocabolari, cambia il valore di musica. E quindi, probabilmente, cambia anche il peso della musica, ma questo non è un male. Semplicemente è che il mondo sta cambiando e bisogna esserne felici. Guarda, se ti capita, leggi questo libro. Parla di queste cose.

Se alla parola libro ci metti la parola disco, è la stessa cosa. Ed è molto interessante. Ma vedi, penso che anche queste cose qui facciano parte del grande cambiamento.

"Live Frames – Priorità ai tempi" / Bud Spencer Blues Explosion | Piu o Meno POP

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